COMITATO DELL'ASSOCIAZIONE CULTURALE QUINTILIANO APPROVATO IN DATA 20.12.10
Presidente: Dario Coppola


Rivoluzione e Classicità: EDIPO RE

Mercoledì 14 marzo gli studenti hanno visto EDIPO RE di P. P. Pasolini, ultimo film proposto
nell'ambito della rassegna RIVOLUZIONE E CLASSICITA' organizzata dal Comitato Pasolini
 del Laboratorio Culturale Giusti dell'Associazione Quintiliano.
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Quintiliano-Pasolini propone

Martedì 03.04.12 ore 20





 

  Auditorium Giovanni Agnelli
  Le Concert Lorrain Nederlands Kamerkoor
  Christoph Prégardien direttore
  Sibylla Rubens soprano
  Andreas Scholl controtenore
  Eric Stoklossa tenore
  Andreas Weller tenore
  Dietrich Henschel basso
  Yorck-Felix Speer basso

  Bach Johannes-Passion BWV 245
 
Sono disponibili tre biglietti gratuiti solo per i soci interessati


MAMMA ROMA AL QUINTILIANO

VENERDI' 27 GENNAIO 2012 ore 20.45
nella sede centrale
(Piazza Vittorio Veneto 13 Torino) 
riprende la nostra rassegna giunta al
terzo appuntamento
PASOLINI IL MANIERISTA 
LA VERITA NON E' IN UN SOLO SOGNO
col film
MAMMA ROMA


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COMITATO 
QUINTILIANO-PASOLINI 
SEGNALA


Domenica 5 febbraio 2012 (ore 10) al Teatro Colosseo i Circoli operai organizzano una manifestazione pubblica, a cui aderisce il Centro Labriola, contro le manovre del governo e l’imperialismo europeo. Interverranno lavoratori torinesi di diversi comparti.


Giovedì 16 febbraio 2012 
(ore 17.30)
presentazione del libro della PANTAREI sulla “Congiura degli Eguali” di Buonarroti, con la nuova introduzione di Michel Vovelle. Nell’occasione interverrà 
Gian Mario Bravo, 
in corso Casale 134 
(Circolo De Amicis).

PASOLINI PER GLI STUDENTI DEL GIUSTI

RIVOLUZIONE E CLASSICITA'
La rassegna curata dal prof. Dario Coppola, e proposta con la  Prof. ssa Silvia Fraboni, presenta alle classi terminali del Liceo Giusti due film pasoliniani nella sede centrale del Quintiliano (piazza Vittorio Veneto 13, Torino) 
alle ore 14.30

18.01.12 MEDEA
01.02.12 EDIPO RE

Farà seguito, in primavera, la nuova serie
RIVOLUZIONE E MODERNITA'
curata dal Prof. Coppola che inizierà con un altro film pasoliniano 

UCCELLACCI E UCCELLINI

in collaborazione con Laboratorio Culturale Quintiliano - Giusti

Pasolini su Rai Radio 3

Ragazzi di vita


Massimo Popolizio legge Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini

Il Riccetto se ne andò meditabondo e tranquillo, attraverso i cortili, in via di Donna Olimpia, ripassò davanti ai poliziotti, e, con le mani in saccoccia fischiettando, sotto il monte di Casadio, prese la strada che portava giù al Ponte Bianco, oltre la Ferrobedò. Ormai non c'aveva più niente da fare lì, e accelerò un po' il passo, sempre fischiettando. Non vedeva l'ora d'essere arrivato giù al Ponte Bianco e d'aver preso il tram per tornarsene a casa a dormire.
La Ferrobedò, o per dir meglio, la Ferro-Beton, si stendeva alla sua destra nello zucchero filato della luna, un polverone bianco e fragrante, tutta ben ordinata e così silenziosa che si sentiva un guardiano, dentro qualche magazzino, che cantava a mezza voce. E di dietro, s'una specie d'altopiano, controluce, in cima lle grandi gobbe nere, si profilava immenso il semicerchio di Monteverde Nuovo, punticchiato di lumi, sotto striscioni di nubi che parevano di porcellana, tutti granulosi, nel cielo liscio liscio.
 
in onda a gennaio 2012 alle 17 durante FAHRENHEIT 
su Rai Radio 3 dal lunedì al venerdì

e negli archivi della stessa rete radiofonica

Il Terzo Anello - Calvino e Pasolini: la passione del vero

Dal lunedì al venerdì
dalle 18:00 alle 18:45



         
di Pierfrancesco Listri a cura di Mariangela Spitella
Parte su Radiotre il programma, ideato e condotto da Pier Francesco Listri, che durerà 10 puntate, dal titolo "La passione del vero: Calvino e Pasolini, due coscienze del nostro tempo". Si tratta di un'originale e interessate viaggio, attraverso il confronto fra i due scrittori e la loro opera, non solo in una delle più fervide stagioni della nostra letteratura, ma anche di uno spaccato dell'Italia del secondo 900. Il programma propone brani di interviste a voce degli autori, la lettura significativa di alcune schegge delle loro opere, mentre Listri tiene il filo di un concertato dibattito cui prendono parte amici e contemporanei dei due autori, prestigiosi critici e intellettuali italiani e stranieri. La fine del dialetto, la banale lingua tecnologica dell'Italia mediatica, il Friuli contadino e la Roma del sottoproletariato di Pasolini e poi invece la Torino posgobettiana della Einaudi e poi la natia Liguria e infine l'eremo parigino di Calvino, sono i luoghi dove si svolge il dialogo, ora a distanza, ora ravvicinato tra Pasolini e Calvino anche attenti e delusi osservatori di un'talia che ha perduto certezze e valori e ha acquisito i cascami della postmodernita' globalistica. Un programma che non solo ci ripropone due alte voci della narrativa e della poesia ma anche uno specchio di cio' che appena ieri siamo stati.

MARX E IL NOSTRO TEMPO

MARX E IL NOSTRO TEMPO: È IL TEMPO DI MARX
 
    • martedì 13 dicembre 2011

    • ore 17.30

  • Centro “Edmondo De Amicis”, Corso Casale, 134 - Torino

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    con
    Giorgio Viarengo, presidente della Società “Edmondo De Amicis”

    Diego Fusaro, Università San Raffaele di Milano

    Giuseppe Bonfratello, Centro di Documentazione A. Labriola

36 ANNI FA

Il rumore assordante dell'assenza, oggi sono 36 anni.

"Non c'è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogan mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l'aratro rispetto al trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano; il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione) non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre."

Questo è un inciso di Pier Paolo Pasolini di un articolo apparso nel Corriere della Sera, il 9 dicembre del '73.
Non sto certo qui a spiegarvi il pensiero "filo-pasoliniano" 36 anni (oggi) dalla sua morte.
Pasolini è stato un omicidio di Stato, perchè lo Stato non tollerava e mal sopportava questo intellettuale, pettinato con la riga in parte, dai modi e toni pacati e che con la stessa pacatezza schiaffeggiava le orecchie degli italiani.
L'immensità del Maestro sta nell'avere, per primo, messo in primo piano la coscienza collettiva di un popolo peccatore perchè ha sempre scelto la schiavitù.
E' una schiavitù (ormai solo apparentemente..) intellettuale, per carità, ma è una schiavitù voluta, decisa e, con la perversione del pensiero, accettata.
La libertà, intesa come "valore" (termine che aborro) è un'illusione, non esisterà mai.
Esiste però la "libertà interiore" che dobbiamo scoprire e scavare all'interno di noi stessi.
La coscienza, messa a dura prova dal fascismo intellettuale in voga oggi, è paragonabile ad un albero spoglio, cresciuto in mezzo ad un campo di terra battuta, dove il gelido vento invernale lo smuove e lo mette a dura prova di resistenza.
Sta a noi rimanere in piedi con tutto questo vento, per il resto, non c'è più niente da fare. (cit.)

dal blog di
carlo cavallaro

cliccare qui per ascoltare l'intervento su Pasolini di Carlo Cavallaro su QuantaRadio


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IL NOSTRO COMITATO PROPONE MELANCHOLIA
L'ULTIMO FILM DI 
LARS VON TRIER PER IL CINEFORUM SETTIMANALE
E SEGNALA I PROSSIMI CONCERTI DEL LINGOTTO